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Valigia senza glutine 30 giorni in Giappone

Nel viaggiare (soprattutto verso mete non glutenfree friendly) un celiaco deve sempre tenere conto che una parte del bagaglio deve essere dedicato agli alimenti. Io non amo molto essere dipendente da questa cosa, quindi non mi carico di alimenti (giusto il minimo per emergenza) e con un certo ottimismo conto di nutrirmi di piatti del posto naturalmente privi di glutine. Insomma  mi porto una sorta di coperta di Linus in termini alimentari ovvero uno snack o una piccola scorta che mi darà la sicurezza mentale di non patire la fame.  Penso che la paura di non avere da mangiare o aver paura di soffrire la fame sia un timore atavico particolarmente accentuato in chi è celiaco.

Certo è che bisogna avere anche un buono spirito di adattamento …. dopo due o tre settimane inizia a sorgere in me un forte desiderio di carboidrati.

Questa è la prima volta che rimarrò in viaggio itinerante per un mese quindi devo organizzare un bagaglio non esagerato (visto che lo dovrò spostare più volte e su vari mezzi di trasporto), ma soprattutto dovrò portarmi un minimo di scorta alimentare. Ecco qui sotto la foto di cosa mi sono portata!!

Conto di trovare sostitutivi del pane, come le gallette di riso nei kombini (negozi aperti 24h/24h) o in altri negozi o market, ma sui dolci non ho idea di cosa potrò mangiare quindi ho scelto di portare soprattutto dolci:

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Una trentina di pezzi tra confezioni monodose di biscotti e merendine e una decina di confezioni di crackers e grissini (possibilmente confezioni richiudibili come quelle de I piaceri mediterranei in modo da non ritrovare briciole ovunque). Andando in giappone mi sono portata la salsa tamary senza glutine (sperando che non si rompa in valigia)

Ancora una volta vediamo l’aspetto positivo: tutti questi kg aggiuntivi di bagaglio (circa 2) ed il volume occupato un po’alla volta sparirà e si creerà spazio per i miei acquisti☺!!

Come spiegare la celiachia in giapponese

Come in tutti i viaggi al di fuori dei soliti itinerari e dove l’inglese è uno sconosciuto ho studiato come spiegare la celiachia nella lingua di destinazione (Giappone) e che cibi locali si possono mangiare quasi in sicurezza.

Qui darò brevi indicazioni utili su come spiegare la celiachia in giapponese e che cosa stampare e mostrare nei ristoranti.

IMPRIMERSI NELLA MENTE QUESTO SIMBOLO KANJI:

麦 – mugi

Quello che un celiaco può mangiare NON deve contenere questo simbolo kanji negli ingredienti. I cereali per i celiaci proibiti sono i seguenti e sono infatti composti dal simbolo kanji  visto sopra:

小麦 – Komugi frumento (si pronuncia coomughì)

大麦- Ōmugi orzo (si pronuncia oomughì)

ライ麦 – Raimugi segale (si pronuncia laimughì)

醤油- Shoyu – salsa di soia (si pronuncia scioiù) contiene quasi sempre frumento.
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Maldive fai da te in guesthouse e senza glutine!

Questo articolo potrà essere utile a tutti coloro che vogliono fare un’esperienza  di viaggio autentica e  fai da te alle Maldive; un’esperienza diversa dai soliti viaggi organizzati e sicuramente più reale rispetto all’ambiente preconfezionato del villaggio turistico.

Le mie Maldive sono state un’estensione di un viaggio fai da te e on the road in Sri Lanka. Volendo rilassarmi qualche giorno in un mare splendido ho deciso di organizzare una puntatina alle Maldive arrivando da Colombo (capitale dello Sri Lanka). Una volta definito che sarei andata alle Maldive ho cercato una  una soluzione alternativa ai villaggi e che mi permettesse di fare solo 5/6 giorni, ed è così che ho approfondito la conoscenza delle guesthouses maldiviane

Atollo Maldive

Atollo Maldive

Negli ultimi anni stanno sorgendo numerose guesthouses gestite da maldiviani ma con capitale europeo. Da quel che ho capito la  legge alle Maldive impone che chiunque apra una società/attività deve avere un socio maldiviano (NON E’ PER NIENTE STUPIDA COME LEGGE!!). Il terreno è sempre di proprietà di un maldiviano (che eredita dalla famiglia…tutti posseggono terreno), ma di norma i maldiviani non hanno abbastanza capitale per costruire guesthouses con standard europei ed è qui che entrano in gioco capitali stranieri. Spesso si tratta di persone che amano le Maldive e che vogliono investire per avere anche una via di fuga in un paradiso terrestre o vogliono trasferirsi e cambiare stile di vita.  Il discorso necessiterebbe più tempo ma non è questo il luogo. Continua a leggere