CINA 2010

Shanghai Skyline quartiere Bund

Shanghai Skyline quartiere Bund

29/07/2010 Giovedì

Ritrovo con Antonia alle 7:40 pronte per prendere il treno per Milano (freccia bianca). A Milano prendiamo lo Shuttle bus Malpensa Express (tra l’altro indicato malissimo) per Milano Malpensa.

Volo diretto Air China delle 12:30 Milano-Shanghai. Volo leggermente in ritardo. Poltrone spaziose ma senza  monitor individuali. Arrivo a Shanghai per le 7:00 A.M del 30/07/2010. Appena atterrati proviamo a prelevare valuta locale con la carta di credito in aeroporto (la valuta Yuan non si trova quasi mai in Italia) e ci riusciamo senza alcun problema. La stanchezza si fa sentire ma decidiamo di muoverci con i mezzi e non con il taxi per entrare subito in contatto con Shanghai e la realtà cinese. Prendiamo il treno a levitazione magnetica (MAGLEV) che collega il Pudong international airport alla stazione di Longyang Road in centro a Shanghai.in 7/8 minuti. Il treno può raggiungere i 430 km/h ma questa mattina si limita a fare i 300 km/h (Costo del biglietto 40Y). Ecco il primo contatto con la realtà che tanti raccontano ovvero la difficoltà di comunicazione. Alla stazione del treno e della metro cerchiamo di capire come e soprattutto dove fare la IC Card (carta ricaricabile utilizzabile su tutti i mezzi che viene emessa dietro cauzione di 20 Y). Ci sono sportelli che si limitano a ricaricarla solamente e non ad emetterla presso i quali nessuno parla inglese.  Proviamo a parlare con un ragazzino con una divisa verde fermo immobile su un piedistallo (sembra una guardia e come lui ne vedremo altri in città ed alle fermate delle metropolitane ) ma non parla neanche una parola di inglese. Dopo aver girato in lungo e in largo riusciamo nell’intento e con la linea 2 ce ne andiamo all’hotel prenotato via internet NANJING HOTEL SHANGHAI catena Jin Jiang’s ( 428 Y a camera a notte colazione esclusa). L’hotel è consigliato soprattutto per la posizione ottima a pochi metri dalla fermata della metropolita EAST NANJING ROAD e praticamente sulla via  pedonale principale della città NANJING EAST ROAD sulla quale si riversano ogni giorno migliaia di cinesi.

Decidiamo di non cedere al sonno e di andare subito a passeggiare verso il Bund e di vedere lo skyline di Pudong proprio passeggiando lungo il fiume Huangpu. Il contrasto tra il variegato miscuglio di stili (neogotici, neorinascimentale) dei palazzi da un lato e lo skyline del quartiere Pudong dall’altro lato del Huangpu River è veramente da vedere sia di giorno che di sera quando tutto si illumina (anche i traghetti turistici che hanno illuminazioni veramente kitsch). Passeggiamo verso il parco Huangpu in cui sentiamo per la prima volta un rumore che accompagnerà tutta la nostra vacanza ovvero il frinire dei grilli (avvicinandoci ad un albero pensavamo ci fosse un macchinario acceso tanto il loro rumore era forte).Attraversiamo il Garden Bridge e andiamo un po’  a zonzo incontrando l’Astor House hotel –  uno dei primi hotel eleganti di Shanghai. Iniziamo a notare come molte persone tendono a dormire ovunque e a fermarsi sotto l’ombra di qualsiasi cosa. Vediamo anche come non ci sia rispetto per le regole della strada, nessuno rispetta i semafori e suonano il clacson o il campanello in continuazione, insomma una gran confusione. Attenzione quindi ad attraversare la strada si rischia la vita!!

Ritorniamo lungo il Bund ed osserviamo i palazzi per la maggior parte banche. Dove possiamo entrare entriamo sia per refrigerio (la temperatura è  veramente alta 38° con un’alta percentuale di umidità) sia per osservare gli interni. Da vedere Hongkong and Shanghai Bank.  Nel  primo pomeriggio rientriamo esauste in Hotel e decidiamo di cedere al sonno per il resto della giornata e della notte

31/07/2010 sabato

Sveglia presto. Prendiamo la metropolitana e con cartina alla mano andiamo al Bazar di Yuyan che circonda il giardino omonimo. Ci addentriamo in questo Bazar (assolutamente da vedere) costruito in tipico stile cinese in cui si è veramente colpiti sia dagli stand gastronomici che cucinano di tutto (nulla a che vedere con quello che in Italia riteniamo cucina cinese). Si vedono ovunque i tipici cestelli di bambù per i ravioli o specie di saccotini ripieni, spiedini di carne, fritture di pesce, altri cibi che ancora oggi non so cosa fossero. Ci sono inoltre tanti piccoli stand di artigianato da quello dell’artista che riproduce il tuo viso ma con della plastilina, a quello che dipinge con il palmo e l’unghia della mano, ai timbri in giada (che ritroveremo ovunque) agli aquiloni. Entriamo anche nei negozi affollati in cui vendono tutti i tipi di the ed in particolare notiamo per la prima volta il the fatto a palla che poi si apre e diventa un fiore. Ci colpiscono i negozi pieni di quelle che sembrano caramelle, ma poi invece scopriremo essere frutta candita o disidratata. I negozi vendono anche carne e pesce disidratato. I prezzi sono veramente bassi, si mangia con pochi Yuan. Io prendo sushi da asporto pago 8 y.

Andiamo a visitare il giardino Yu (ingresso 30 Y) un po’ affollato perché è sabato. Uscendo dal giardino (o entrando dipende da che parte si entra) attraversiamo il ponte delle nove svolte per entrare nella sala da the Huxinting. Vale la pena fermarsi a prendere il the per vedere come lo preparano e per assaporare l’atmosfera (assolutamente consigliato, prezzo turistico 50Y).

Ci spostiamo poi li vicino al tempio del Dio della città(ingresso 20 Y). Poco prima di entrare ci sono i soliti negozietti ed in particolare mi colpisce quello in cui ti propongono il massaggio con un fascio di saggina (sembra). Lo provo un attimo ed è veramente ristoratore ma non ci fermiamo non abbiamo tempo.

Usciti dal tempio seguiamo le indicazioni della nostra guida (mondadori) per effetturare una passeggiata di circa 90 minuti che ci porterà nella città vecchia. Passiamo ed entriamo al Tempio della nuvola bianca (5Y) procediamo e lungo la strada entriamo nel mercato degli uccelli e degli animali da vedere per capire quanto tengono all’allevamento dei grilli ma sconsigliato perché si vedono anche alcuni animali in condizioni pessime!! Ce ne andiamo un po’ sconvolte!! Procediamo per Dongtai Lu e quello che dovrebbe essere il mercatino dell’antiquariato una via con diverse cinafrusaglie (non consigliato). Terminiamo a Xintiandi un’area di shikumen (caseggiati in pietra) ristrutturati in cui ora ci sono ristorantini e bar. Carino e da vedere anche se non c’è nulla di storico, ma consigliato.

Ci spostiamo in hotel per poi andare in piazza del
popolo ed al parco limitrofo dentro il quale c’è un bar/ristorante in stile magrebino (da vedere) il BARBAROSSA LOUNGE la cui terrazza si affaccia sullo stagno con le ninfee. Beviamo un aperitivo e poi cerchiamo un posto dove andare a mangiar, ma alla fine ci fermiamo in un fast food cinese e scegliamo il cibo in base alle foto come faremo sempre per difficoltà di comunicazione.

01/08/2010 domenica

Assolutamente da evitare : cercare di andare a visitare qualche cosa che comporti un ingresso la domenica Consiglio piuttosto di scegliere un itinerario a piedi per le strade.

Al mattino presto (verso le 7:30) ci spostiamo a piedi lungo Nanjing East Road per raggiungere il Bund. Lungo la strada si possono vedere gruppi di persone perlopiù di una certa età praticare varie attività fisiche: ballo con i ventagli o con i tamburelli, tai chi. Tutti sono attrezzati di stereo con la musica adatta alla loro attività. Questo si ripete ogni mattina. Il medesimo spettacolo si può ritrovare anche nei parchi. Sembra che utilizzino la strada pedonale di Shanghai ed i parchi come palestre. L’intenzione della giornata è quella di salire sulla Pearl Tower nel quartiere finanziario Pudong. Decidiamo di attraversare il fiume con il traghetto che si può pagare con l’IC Card (2Y) così ci godiamo il paesaggio direttamente dal fiume. Una volta attraversato il fiume ci rendiamo conto che siamo troppo lontani quindi chiamiamo un taxi e mostriamo la scritta in cinese al taxista perché come al solito non capisce l’inglese. I taxi sono frequenti e sono molto comodi e economici (costano 12 Y fissi per i primi 3 km circa), ma l’importante è munirsi sempre della scritta in cinese. Arriviamo alla Pearl Tower altissima! Restiamo anche colpiti dall’incrocio dal traffico e dalla sopraelevata che si trova li davanti. La sopraelevata conduce anche agli altri grattacieli Jinmao Tower e World Financial Center. Troviamo subito la biglietteria e compriamo due bigliettii stupiti che non ci sia coda! Entriamo scattando foto ovunque ed arriviamo davanti all’ingresso convinti di entrare subito ma malauguratamente non ci accorgiamo della coda di persone che gira attorno a tutta la torre. Una coda infinita ed inimmaginabile!!, organizzata con transenne ed ombrelloni per il caldo. Non ce la possiamo fare e decidiamo di uscire e tentare di rivendere il biglietto a qualcuno che vuole entrare. Dopo vari tentativi ci riusciamo, recuperiamo i soldi e decidiamo di spostarci all’acquario che si trova li vicino. Anche qui riusciamo a fare i biglietti (135 Y)velocemente ed a entrare senza fare coda, ma la sorpresa è all’interno: orde di cinesi adulti e bambini urlanti che spingono per vedere le vasche di pesci. Laddove è vietato mettere le mani nelle vasche immancabilmente le mettono!!Laddove è vietato battere sul vetro loro lo fanno. Ci sono circa 150 mt di tunnel che visti in altre circostanze sarebbero sicuramente stati apprezzati maggiormente. Riesco a vedere le mante lo squalo ed altre specie da vicino. Usciamo però esauste per la folla. Saliamo sulla sopraelevata di fronte alla Pearl Tower e vi camminiamo per vedere anche gli altri grattacieli. Qui mi fermano perché mi vogliono fotografare cosa che si ripeterà sia a me  che ai miei compagni di viaggio perché siamo occidentali. Lasciamo Pudong e decidiamo di vagabondare in quella che era la concessione francese. Scendiamo con la metro nei pressi del parco Fuxing, ci fermiamo per mangiare un gelato e  per riposare. E’ strano quanto sia caotico l’esterno e quanta quiete si ritrova nel parco. Passeggiamo e passiamo davanti alle residenze di Sun Yat Sen e di Zhou Enlai, ma decidiamo di non entrare. Procediamo e vediamo la Chiesa di San Nicola dall’esterno. Passeggiata non troppo esaltante finiamo in Hauihai Zonglu via piena di negozi e lungo la quale, come ovunque, ti avvicinano per venderti borsette ed orologi. Questa volta decidiamo di seguire un ragazzo per vedere dove ci porta ed inizia un’avventura che consiglio vivamente per vedere la realtà che si nasconde dietro la facciata. Cominciamo a camminare e dalla via principale di addentriamo in un vicoletto ed entriamo in un dedalo di passaggi. Entriamo in una casa che a guardarla sembra una catapecchia e poi all’improvviso si apre una porta e dietro di essa un pavimento lucido, scaffali in legno aria condizionata ed una distesa ordinata di borsette, cinture portafogli ecc… Chiedendo una borsa in particolare e non trovandola abbiamo continuato a girare in questo dedalo di viuzze scoprendo tutte queste stanze nascoste. Si possono trovare delle belle borsette anche di buona qualità, ma nel Mall a 5 piani al 580 di Nanjing west hai tutto li e puoi vedere in tanti stand diversi il medesimo articolo. Come si sa si deve trattare veramente tanto e non si saprà mai se si è fatto un buon affare. Vale spesso il discorso di dividere il prezzo per 10 fare un offerta + bassa e poi salire poco alla volta. Esperienza da provare anche se non siete decisi a fare shopping, ma si scopre una realtà parallela che non avrei immaginato.

Rientriamo e andiamo a cena al Sun with Aqua ristorante giapponese spettacolare al Bund N° 6 secondo piano (è nell’edificio del negozio di Dolce e Gabbana). Consigliato sia per il cibo che per la preparazione dei piatti. Punto di merito soprattutto per un’ampia cucina a vista attorno alla quale gira il bancone sul quale si può anche mangiare!!! Prezzi più elevati ma bassi in confronto all’Italia (euro 25/30). Dopo cena ci spostiamo al Bar Atanu nella vecchia Torre di avvistamento sul Bund poco oltre il Sun With Aqua. Consigliato soprattutto per la terrazza che permette un’ottima vista sul fiume e su Pudong illuminato sorseggiando un cocktail. j.

02/08/2010 Lunedì

Prima di partire passeggiamo per Nanjing East e proviamo ad addentrarci in un vicoletto laterale e come al solito si apre una realtà parallela , scopriamo che c’è un mercatino di pesce e verdura… assolutamente da vedere. Ho visto verdure che non conosco ed ho anche visto che qui vendono anche i noodles freschi pronti ma da condire,si vedono  i pesci in vasche ossigenati da tubi per tenerli vivi. Queste realtà poi scompaiono nel pomeriggio.

Partiamo per il tour della giornata. Andiamo al quartiere di Tongfang ricavato da vecchi edifici industriali. Non vale la pena andarci di giorno sembra un posto animato la sera visti la tipologia di locali. Camminiamo per raggiungere il tempio del Buddha di Giada, ma vediamo un locale con scritto caffè decidiamo di entrare sperando in un caffè Non c’è nessuno ed è un locale veramente cinese in tutto. Proviamo a chiedere un caffè e decidiamo di prenderlo freddo peccato che per prepararlo avrà impiegato circa mezz’ora. Infatti per fare il caffè freddo il cameriere ha utilizzato una bacinella piena di ghiaccio nella quale ha messo il contenitore di caffè appena fatto ed ha continuato a mescolare fino a quando non è diventato freddo. Siccome  nel servizio era anche compreso un buffet di dolci al piano superiore ma noi non ci siamo sedute (convinte che il caffè lo preparassero in 5 minuti) la titolare ci ha preparato due cestini con le torte!! Ancora una volta si sono mostrati disponibilissimi e gentilissimi. Giunti al tempio del Buddha di Giada abbiamo sfruttato una guida di un gruppo italiano, ci siamo avvicinate giusto per ascoltare qualche informazione in più. Una guida del tempio ci aveva già illustrato altri dettagli e ci aveva accompagnato anche nel negozio nel quale Antonia ha comprato il suo animale dell’oroscopo cinese in giada 280 Y (poi rivisto in tutte le salse a 10 Y). Finalmente qui al tempio vediamo anche i monaci Buddisti.

Oggi decidiamo di darci all’arte e andiamo sempre camminando al quartiere M50 e questo è effettivamente un quartiere pieno di gallerie d’arte e decidiamo di visitarne alcune veramente carine. Ci spostiamo con la metropolitana e andiamo alla fermata della Shanghai Railway station nella quale avevo letto che si comprano bene i cellulari (nel mercatino) in realtà si trovano anche da altre parti. Ho speso circa 50 euro per un cellulare con WIFI. Mah…funziona si vedrà fino a quando. Decidiamo di concederci un massaggio presso una spa che avevo letto in un altro resoconto di viaggio Pu cheng n.76 West Wei Fang Road. Prenoto un massaggio agli oli caldi con massaggiatrice 5 stelle (quella più esperta) per 60 minuti Y 220 (circa 25 euro).Lungo questa via si trovano tanti centri massaggi e sembrano tutti di ottimo livello sia a livello di struttura che di servizi.

Dopo il massaggio andiamo alla Jinmao Tower per andare a bere qualche cosa all’ 87° piano al Cloud 9. Bar frequentato prevalentemente da turisti ma vale la pena farci un giro per lo spettacolo che si ammira soprattutto di sera con Pudong tutto illuminato. I prezzi sono veramente accessibili: 2 cocktail analcolici Euro 19 circa!! Uscendo passeggiamo per Pudong dove tutto è illuminato: i grattacieli, gli alberi, i negozi (da vedere il negozio di Louis Vuitton con tante luci in movimento!!!)

03/08/2010 martedì

Oggi gita a Zhouzhuang. Andiamo alla stazione degli autobus e pullman turistici al Shanghai Sightseeing Bus Center . Vicino alla fermata Shanghai Stadium della metropolitana. Abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare lo Shanghai Sightseeing Bus Center perché secondo noi poco segnalato, ma alla fine abbiamo trovato un’americana che ce lo ha indicato. In questo centro pullman ci sono tutte le gite di una o 2 giorni nelle località vicine a Shanghai, da Tongli a Shouzhou a Zhouzhuang. Decidiamo di andare a Zhouzhuang e la scelta è stata veramente ottima . Con 150 Y abbiamo il pullman con ingresso alla città vecchia (che comprende gli ingressi ai vari palazzi e templi all’interno). Zhouzhuang si raggiunge in circa 1 ora di pullman e si trova a circa 60 km. All’arrivo al parcheggio ti assalgono per vendere una mappa scarna della cittadina con i principali edifici storici e decidiamo di comprarla. Il centro storico si raggiunge facilmente a piedi se non ci si perde in una zona fantasma vicino al parcheggio. Tutti quelli scesi dal pullman hanno sbagliato direzione e noi come loro nonostante gli altri fossero cinesi!! Zhouzhuang è un museo architettonico a cielo aperto composto da antichissimi ponti di pietra e antiche case di commercianti. Ha mantenuto intatto il fascino dell’antica Cina tra migliaia di canali E’ una cittadina fondata nel 1086 che è stata riscoperta per il suo fascino grazie ad un quadro dell’artitsta Chen Yifei che in preda alla nostalgia dipinse un quadro intitolato “ricordi della terra natale” che immortalava le case di Zhouzhuang acquistato da un miliardario iniziò l’ascesa di questo pittore che lo fece conoscere in tutto il mondo così come il suo quadro e zhouzhuang. Famosa per il ponte doppio i palazzi dei signori del luogo il tempio Quanfu e si consiglia un giro in barca fra i canali. Avendo visitato nei giorni successivi anche Suzhou assolutamente consiglio Zhouzhuang e magari un giro anche a Tongli.

Rientrati Antonia decide di iniziare a prepararsi in Hotel io mi faccio un giro per verificare il Fake Market di shanghai in Nanjing Xilu 580. Mi avvio e mi fermo dopo una fermata di metro poi mi incammino per la strada Nanjing xilu che è lunghissima. Nel frattempo inizia a diluviare, dura poco ma bagna molto. Decido di ripararmi come la maggior parte dei cinesi sotto una tettoia ed attendo che smetta. Intanto mi mangio uno yogurt comprato al Family Mart. Finalmente arrivo al 580 ed ecco un palazzo di 5 piani pieno di negozietti con ogni tipo di articolo. Non ho tempo sono già le 18 quindi butto solo un occhio e compro  qualche articolo in seta ma la  mia capacità di trattare il prezzo è ancora da affinare: 2 vestaglie ed un vestitino per bimba di 3 anni 150 y scoprirò poi che sono veramente troppi!! Rientro in hotel e per  cena andiamo Wujiang Lu considerata una street food. In effetti si tratta di una strada pedonale corta in cui si trovano solamente ristorantini di vari tipi. Decidiamo di salire le scale e cenare con spiedini che vediamo preparare direttamente. Non ricordo il nome ma ricordo che lo abbiamo scelto perché c’erano parecchie persone in attesa dei propri spiedini. Gli spiedini erano di carne verdure oppure si potevano prendere anche i gamberoni.  Abbiamo speso in 2 circa  20-25Y. Abbiamo notato che il tutto era veramente speziato e pepato. La difficoltà è mangiarlo visto che ti danno un vassoio con solamente gli spiedini quindi niente tovaglioli e nessun tipo di posata, neppure le bacchette. Comunque ottima scelta perché si vedeva direttamente cosa si mangiava e come veniva preparato. Purtroppo non ci siamo capiti molto bene ed abbiamo preso un pesce che avremmo volentieri evitato.

04/08/2010 mercoledì

Decidiamo di visitare il quartiere Xuhui. Andiamo in Xinle Lu dove c’è una chiesa ortodossa russa (non visitabile) ci spostiamo a Xinle Lu in cui c’è il Mansion Hotel. La guida consiglia di vedere almeno gli interni quindi entriamo e facciamo finta di aver bisogno di una camera per Attila (compagno di viaggio che deve ancora arrivare) per una sola notte. Non costa un’esagerazione: circa 120 euro. L’interno dell’hotel è veramente carino. Proseguiamo per Fenyang lu. Passiamo da Dongping lu dove si vedono edifici interessanti nella maggior parte dei quali ora ci sono ristoranti. Il giro non ci ha entusiasmato molto. Ci spostiamo in metropolitana (le distanze sono sempre enormi) sempre all’interno della medesima area e scendiamo a Xujjiahui Doce c’è il Grand Gateway un grande centro commerciale. Li vicino si trova la biblioteca ZI-Ka-Wei una delle biblioteche più grandi di tutto il continente asiatico. Anche qui proviamo ad entrare ma le visite guidate sono solo il sabato mattina altrimenti non si può accedere. Abbiamo l’idea di sgattaiolare al piano superiore ma arriva la guardia che palesemente ci proibisce di provare a proseguire nell’intento. Usciamo deluse e cerchiamo la cattedrale dei gesuiti che si trova poco oltre, ma purtroppo indosso una canottiera e le infradito quindi vengo bloccata prima di entrare e in cinese mi viene indicato un cartello sempre in cinese con fare minaccioso come per dire “ma non hai letto cosa c’è scritto???”. In effetti non ho letto il cartello perché è sempre e solo in cinese. Proseguiamo a passeggiare ed arriviamo al parco Guangqui piccola oasi di verde. Come tutti i giardini è sempre molto curato. E’ ormai ora di mangiare quindi torniamo al Grand Gateway e ci dirigiamo nella food hall dove ci sono diversi ristoranti. Decidiamo di andare al giapponese (quello in cui ci sono i rulli con i piattini che girano … insomma mangiamo sempre a vista!!). Una volta che ci siamo riprese dal caldo ed abbiamo riposato le gambe riprendiamo la metropolitana per andare nella zona in cui si trova la pagoda ed il tempio dei fiori del drago (ingresso Y 20)  e la pagoda di Longhua.Anche qui la distanza della fermata della metro Longcao Rd non è proprio dietro l’angolo inoltre sbagliamo pure strada!!!

La sera andiamo all’aperitivo al Bricco Cafe a Chngdu Nan Lu vicino a Huaihai Zhong lu aperitivo di vivishanghai.com  del mercoledì sera. Siccome siamo arrivati presto facciamo un giro in Huaihai Zhong lu ed al numero 500 (non ricordo con esattezza) incontriamo il Barbie Store con Barbie a grandezza umana in vetrina. Lo store è da vedere è tutto sul rosa con tanto di bar per bambine all’ultimo piano. A me è piaciuto!!

Al Bricco Cafe con 80 Y hai 2 bicchieri di vino e poi il buffet da aperitivo italiano. Risentiamo parlare in italiano e ci fa piacere. Non siamo persone che cercano il cibo italiano quando sono all’estero ma questa poteva essere l’occasione per incontrare qualche italiano che ci desse qualche dritta per i giorni successivi. Alla fine abbiamo parlato con la cuoca italiana che gentilmente mi ha indicato i piatti che non contenevano farina (sono celiaca), quindi ci abbiamo dato dentro con il buffet e con il vino (prosecco).

05/08/2010 giovedì

Attendiamo la comparsa di Attila in reception che è arrivato questa notte. Siccome Attila è arrivato in nottata decidiamo di rimandare al venerdì la gita a Souzhou. Oggi si rimane a Shanghai. Percorriamo a piedi Nanjing verso People’s Square. Ci fermiamo nei pressi della fontana (oggi spenta) che si trova all’ingresso posteriore del Museo di Shanghai (entrate dall’ingresso posteriore c’è meno gente). L’ingresso al museo è gratuito e vale la pena fare un giro. Visitiamo le varie aree e piani dalla sezione dedicata alla calligrafia a quella delle porcellane e dei timbri. L’unica pecca è l’aria condizionata veramente insopportabile. A fine mattinata decidiamo di spostarci in metro e dirigerci verso l’expo 2010. Ci fermiamo nei pressi dell’ingresso C. Mi colpisce soprattutto il vuoto all’ingresso ed il numero elevato di transenne per lo scorrimento delle persone. Entriamo verso le 13 con caldo afoso come al solito e nonostante tutto c’è pieno di gente L’ingresso è di 160 Y. Si tratta di  un vero e proprio paese nel quale suggerisco di vedere il più possibile dall’esterno soprattutto per vedere almeno tutti i padiglioni alcuni veramente originali. Purtroppo le code sono ovunque e per i padiglioni più gettoni es: arabia saudita bisogna aspettare anche un’ora o più. Notiamo che il Perù  ha poca coda decidiamo di vederlo e in 5 minuti siamo dentro. Siamo vicini agli USA e decidiamo di fare la coda convinti di vedere qualche cosa di bello, ma il padiglione non è altro che un susseguirsi di video che cercano di comunicare ideologie quali collaborazione con le persone, ecologia ecc.. molto politically correct ma nulla di interessante insomma mi aspettavo qualche cosa di meglio

Siamo affamati e ci fermiamo al vicino Burger King. Visto che ci siamo andiamo al padiglione dell’Italia e facciamo circa 30 minuti di coda. Le code sono ben organizzate e per il caldo ci sono spruzzi di acqua vaporizzata e/o ventilatori lungo tutto il percorso. I cinesi sono veramente organizzati infatti molti si portano un seggiolino portatile e si siedono mentre sono in coda. Nel padiglione dell’Italia una parete è occupata dalla ricostruzione di un’orchestra, un’altra da un de chirico ed un’altra ancora da tanti vestiti. L’italia sembra puntare sull’arte la cultura la manifattura, il cibo insomma è veramente bello e si vedono tanti cinesi che apprezzano. Una sala è costituita da un grande ulivo ed il soffitto è un campo di papaveri e spighe di frumento. Non manca una Ferrari ed una cinquecento. E’ stato ricostruito un laboratorio manifatturiero in cui un artigiano costruisce una borsetta (Bottega Veneta). Usciamo dal padiglione e camminiamo un po’ a zonzo. E’ improponibile entrare nei padiglioni più gettonati così ci dirigiamo ed entriamo nel Vietnam velocemente. Il padiglione è piccolo ma con uno spettacolo di musica tradizionale veramente carino. Altro padiglione per niente battuto e frequentato il Tazjikistan e noi ovviamente entriamo perché c’è veramente poca gente … e ne capiamo anche il motivo ….

Alle 18:00 siamo veramente a pezzi ed il ritorno non è breve. Come al solito la fermata della Metropolitana è lontana. La sera ci limitiamo ad andare al centro commerciale Plaza 353 al 6° piano (piano dei ristoranti e fast food). Prendo un piatto di gamberi con una salsa un po’ piccante peccato che non si riesco a pulirli con le sole bacchette, per fortuna ho preso anche un piatto di riso saltato con verdure; il costo è sempre basso circa 25 Y. Alle 22 siamo già fuori dal centro commerciale e ritorniamo in hotel domani ci aspetta una lunga giornata.

06/08/2010 venerdì

Ci svegliamo presto e facciamo la nostra solita colazione in camera (the verde dell’hotel e brioches). Prendiamo la solita linea 2 della metropolitana e ci dirigiamo alla Railway Station. Troviamo velocemente le macchine self service per i biglietti che hanno anche il menù in inglese. Queste macchinette sono veramente consigliatissime infatti si evitano tutte le code e soprattutto le spiegazioni in cinese agli sportelli. Decidiamo di comprare i biglietti in 1°classe per Suzhou a Y65.  Cerchiamo di capire dove dobbiamo dirigerci visto che le scritte sono in cinese. Attila riesce a farsi comprendere da un poliziotto che gentilmente ci accompagna al gate. Qui c’è veramente una marea di gente. Intravediamo qualche cosa che sembra una sala ed un ingresso riservato e noi ci proviamo. Insomma non facciamo alcuna coda e ci fanno passare. Forse perché siamo occidentali o forse perché abbiamo il biglietto di prima classe , ma prontamente ne approfittiamo. La stazione è pulitissima ed il treno puntualissimo. Percorriamo la distanza di 80 km in 25 minuti. Ottimo servizio!! Suzhou è una cittadina ormai industriale in continuo divenire. Abbiamo notato tante gru in costruzione di altrettanti grattacieli. Usciti dalla stazione purtroppo interpretiamo male la cartina e ci dirigiamo esattamente nel senso opposto al centro. Percorriamo circa 2 km sotto il sole cocente ed iniziamo a dubitare di aver sbagliato strada visto che in tutte le nostre guide leggiamo che il centro è a pochi minuti di distanza a piedi dalla stazione. Alla fine troviamo qualcuno a cui chiedere che ci indica di prendere un autobus per tornare verso il centro. Anche sull’autobus si può pagare con la nostra IC Card prepagata!! Molto comodo! Mentre siamo sull’autobus scoppia un acquazzone quindi quando scendiamo siamo costretti a ripararci in un piccolo supermarket e ne approfittiamo per comprare acqua e qualche cosa da mangiare a pranzo. Decidiamo di visitare subito la Pagoda del Tempio settentrionale sulla quale si può salire ed ammirare lo spettacolo  dall’alto (è alta 76 mt).Vicino alla pagoda c’è un piccolo giardino che ha tutte le caratteristiche  dell’architettura dei giardini tipicamente cinesi (pagoda, laghetto, rocce). La città non è piccola ed ha differenza di ZhouZhang non ha canali aperti e non ha nulla di antico. Per andare da un posto segnalato ad un altro si cammina semplicemente in vie trafficate. Tutti i giardini sono a pagamento così decidiamo di selezionare cosa vedere e di andarci in taxi per risparmiare tempo visto che alle 16:30 abbiamo il treno per rientrare a Shanghai. Andiamo al Giardino del maestro delle reti (così è scritto sulla mia guida ma su altre guide era tradotto diversamente) in quanto è ritenuto un capolavoro dell’arte dei giardini nonostante le dimensioni più ridotte (5000 m2) rispetto agli altri giardini  Effettivamente ne vale la pena è tranquillo e sembra veramente di essere in un altro posto in quanto non si sente il frastuono della città.

Riprendiamo il taxi per andare a Pan Men (ingresso Y40) nella zona  sud-occidentale di Suzhou . Qui si entra e si gode di uno splendido spettacolo fatto di lago e canali sui quali si può noleggiare un imbarcazione. Passeggiamo all’interno di questo giardino e arriviamo anche ad un pezzo delle antiche mure.

Dobbiamo infine affrettarci per prendere un taxi. Nonostante ci posizioniamo su una strada di traffico sembra che tutti i taxi abbiano deciso di non passare di lì. Infine riusciamo a prenderne uno ma il traffico ci fa arrivare esattamente 5 minuti dopo la partenza del treno. Cerchiamo le macchinette self service e vediamo che il primo treno che ha posto e porta a Shanghai è alle 20:30. Confidiamo ancora una volta nell’aiuto di qualche guardia. La prima guardia che contattiamo ci indirizza ad un gate dicendoci che potevamo prendere li il treno dopo poco. Ma come al solito non dobbiamo prendere per certa la prima indicazione in quanto non capiscono e quindi ci danno indicazioni assurde. Un altro poliziotto che sembra capisca maggiormente l’inglese ci fa passare i controlli e ci accompagna direttamente sulla banchina per farci salire sul prossimo treno nonostante in teoria non si possa salire senza il posto prenotato. Fanno un’eccezione e noi apprezziamo come al solito la loro disponibilità ormai un dato di fatto. Siamo gli unici in piedi tra un vagone e l’altro. Ancora una volta il fascino di Attila colpisce una delle hostess: con faccia tosta chiede loro se ci trovano 3 posti in business e voilà che ci ritroviamo seduti….

Il consiglio per visitare Souzou è di muoversi velocemente con il taxi da un posto ad un altro.

La sera nonostante siamo rientrati tardi andiamo al ristorante con il lungo nome segnalato dalla guida “Shanghai Dongjun Bird’s Nest Shark’s Fin Seafood Restaurant in 518 Huaihai xilu. E’ un ristorante vivace ed enorme caratterizzato da una lunghissima vasca di pesce che scegli e che ti viene cucinato come preferisci. Oltre al pesce puoi scegliere altre cose che ti vengono preparate al momento. Spendiamo circa 100 y a testa per mangiare un pesce alla griglia e alcuni gamberi. L’unica pecca è sempre che non riesci a spiegarti in inglese. Ancora una volta mangiamo veramente bene. Consigliatissimo.

07/08/20101 Sabato

Ultimo giorno a Shanghai dedicato allo shopping in Nanjing xilu 580. 5 piani di negozietti in cui si trova tutto e di più fake.

Già dal mattino io e Antonia entriamo nel multi store a 5 piani. Si trova un po’ di tutto dall’abbigliamento sportivo tecnico alle valigie alle scarpe alle magliette e soprattutto alle borsette.

Consiglio vivamente di fare un giro di perlustrazione, individuare cosa si vuole comprare segnarsi i numeri dei negozietti che lo vendono e poi partire con le trattative che sono sempre lunghe e soprattutto spesso non se ne esce vincenti. Esempio: comprato vestaglia di seta sono partiti da 150 Y ho accettato di comprarla a 50 Y alla fine l’ho trovata identica a 10 Y. Si possono trovare borsette in pelle di Jimmy Choo che erano presenti in tutte le bancarelle a circa 150 Y. Portagli di Hermes in vera pelle sui 100 Y.  Il prezzo dipende anche dalla qualità: in effetti ci sono borsette fatte veramente bene ed in pelle. Attenzione la qualità dell’elettronica è pessima almeno per quel che ho sperimentato. Scheda SD da 8 GB alla fine non funzionante – macchina fotografica di pessima qualità – attenzione chiavette USB da 16 GB che poi in realtà contiene pochi Mb.

La cosa che più colpisce nello shopping è che ogni negozietto nasconde altre stanze nascoste dietro agli scaffali. Infatti i venditori si avvicinano allo scaffale e con un telecomando sbloccano ed aprono altre stanze.

Nelle trattative se non si è raggiunta la cifra che si vuole spendere bisogna andarsene dal negozio, se il venditore può abbassare il prezzo vi seguirà. L’importante è partire da un prezzo bassissimo e poi raggiungere quello che si vuole spendere.

Ci tengo a dire che acquistare fake è andare ad incentivare lo sfruttamento della forza lavoro più debole (bambini) e fabbriche che non rispettano l’ambiente e le condizioni di lavoro in sicurezza oltre che un danno ai marchi. Andare in questi mercati è comunque un’esperienza.

A cena decidiamo di portare Attila al Sun with Aqua. Mangiamo sempre molto bene anche se questa volta siamo vicini alla cucina e quindi usciamo che sappiamo di frittelle.

08/08/2010 domenica.

Prendiamo la metro per andare all’aeroporto Hongqjao. Con la linea 2 che si trova vicino al nostro hotel raggiungiamo l’aeroporto in circa 20 minuti (5 Y) veramente comodo. Aeroporto impeccabile riusciamo ad individuare subito il check-in. Il volo Air China per Pechino è un po’ in ritardo e dura circa 2 ore. Recuperiamo i bagagli velocemente e prendiamo un taxi per andare al Happy Dragon Hostel. Il taxista sembra non sapere esattamente dove si trovi la via che gli indichiamo (anche se è scritto in cinese). Alla fine chiediamo indicazioni per strada e ci arriviamo. Dall’aeroporto di Pechino al centro circa 30 minuti di taxi a 70-80 Y.

Avevamo prenotato l’Happy Dragon Hostel per la posizione vicino alla città proibita ed alla via di passeggio. All’arrivo troviamo dei ragazzi giovani che parlano piuttosto bene l’inglese ed hanno la nostra prenotazione ma ci dicono che le persone che dovevano lasciare la stanza sono ancora dentro, ci propongono un altro  hotel li vicino. In realtà la scusa che la stanza è occupata viene utilizzata per altre persone che sono arrivate insieme a noi. Per non perdere tempo ulteriore (è già mezzogiorno) cominciamo a prenotare l’escursione alla Grande Muraglia con loro e decidiamo di andare a Mutianyu per Y 260, poi ci facciamo accompagnare in taxi all’hotel Nei Meng Gu (prezzo camera circa 200 Y a notte). La stanza è grande con i soliti accessori: bollitore, spazzolino ecc… ma la l’hotel non è consigliabile. La posizione è comunque buona: si arriva a piedi alla città proibita e wangfujing street.

Decidiamo di muoverci in metro e taxi per i prossimi giorni quindi prenderemo i biglietti della metro singolarmente (2 Y a corsa). Andiamo a fare una passeggiata consigliata dalla mia guida mondadori per vedere gli hutong:le tipiche costruzioni di Pechino. Di antico c’è ben poco ma ci perdiamo ugualmente nelle strade partendo da Jishuitan Metro in Xinjekou Bei Dajie giriamo a Dingfu Jie arriviamo alla casa di Mei Lanfang che è una casa tipica con cortile interno ma purtroppo è già chiusa. Procediamo e visitiamo  la residenza del principe Gong. Sarebbe anche una bella residenza con un bellissimo giardino se non fosse domenica e come già sperimentato c’è una folla insopportabile di gente. Rimaniamo poco tempo esasperati dalla folla.

All’esterno ci attendono un numero esagerato di risciò che si muovono nel traffico tutti insieme e tutti insieme fanno il medesimo percorso. Proseguiamo a piedi e arriviamo sulle acque del lago Hou Hai e lo costeggiamo. E’ piacevole il paesaggio. Le rive del lago sono costeggiate da alcuni bar piuttosto kitsch nell’arredamento (divani fiorati in velluto ecc..) e le acque sono solcate da piccole imbarcazioni. Attraversiamo il Ponte del Lingotto d’argento e proseguiamo in un frenetico vicoletto di negozietti Yandai Xiejie ricco di  souvenir ed altro. Anche qui facciamo shopping. Compriamo teiere per 10 Y e 10 paia di bacchette per la medesima cifra. Per alcuni articoli si trova il prezzo fisso già piuttosto basso quindi non c’è lo stress della contrattazione. Terminata la strada arriviamo a vedere la Torre del Tamburo e la Torre della Campana che però sono chiuse. Tutti i templi chiudono verso le 16:00-17:00.

Non rientriamo in hotel ma ci dirigiamo con la metro a wangfujing un’ampia strada di negozi. E’ diversa da Nanjing Street di Shanghai, infatti è caratterizzata da tanti stand che vendono lungo tutta la strada. Partendo dalla fermata della metropolitana e proseguendo lungo Wangfujing notiamo a sinistra una strada più piccola ed è proprio lì che si trova il mercato notturno (dalle 17) del cibo. E’ un mercato di bancarelle di cibo. Presi dalla fame e dalla curiosità iniziamo a prendere ed assaggiare un po’ di tutto. Proviamo subito lo spiedino di frutta caramellata (meline tipiche di Pechino). Poi ecco gli spiedini “strani” : gli scorpioni che si muovono, le stelle marine, i cavallucci marini, delle specie di scartafacci, ecc… Decido di provare gli scorpioni. Si muovono fino ad un attimo prima di essere cucinati e me ne mangio uno sotto lo sguardo incuriosito di altri turisti e lo sguardo pieno di orrore di Antonia e Attila. Lo scorpione sa di poco e sembra di mangiare una crocchetta. Non è ne amaro ne dolce. Qualcuno (a parte Antonia) scatta qualche foto. Ora è il turno di Antonia che però si ritrae e si contorce come una tarantola!!! Non ce la fa. Insomma me ne mangio un altro e poi decido di prendere uno spiedino di carne.

Si trovano nidi di rondine, spiedini di ogni genere, tofu, ravioli, strane gelatine colorate noodles e poi bancarelle di souvenir. E’ assolutamente da non perdere per gli ambulanti che urlano e ti invitano (in cinese) a provare.

Ormai esausti torniamo all’inizio della strada e cerchiamo di prendere un taxi (quelli ufficiali) ma nessuno ci vuole caricare mentre ci sono tante personaggi abusivi che ci offrono il taxi. Insomma nessun taxi ufficiale si ferma quindi ci spostiamo a piedi lungo un’altra strada di traffico e fortunatamente troviamo una fermata di taxi e finalmente riusciamo  a prenderne uno. Esperienza strana che ci fa pensare ad una sorta di mafia.

09/08/2010 lunedì

Sveglia presto per ritrovo alle 7 all’Happy Dragon Hostel e partire per la grande Muraglia località Mutianyu.

L’escursione al prezzo di Y 260 comprende colazione pullman con guida pranzo e rientro. Quindi cominciamo con la colazione poi partiamo con pullman da 27 posti che fa 2 stop per raccogliere gli altri partecipanti all’escursione.

Siamo un pullman misto. Noi 3 siamo gli unici italiani. Ci sono spagnoli, inglesi, austriaci, tutti piuttosto giovani.

Guardando fuori dal finestrino oggi si vede veramente lo smog di Pechino il cielo è grigio e non solamente per le nuvole (oggi c’è un pochino coperto)

Dopo un’ora e mezza arriviamo a Mutianyu. C’è il parcheggio e tutti i servizi per i turisti: bar, ristoranti, toilettes e bancarelle di souvenir. Per salire sulla muraglia si può prendere una sorta di seggiovia o andare a piedi. La guida ci dice che abbiamo 3 ore di tempo ed il percorso da un bastione ad un altro è piuttosto lungo. Prendiamo il biglietto della seggiovia . Finalmente siamo sulla grande muraglia. C’è gente ma non un’esagerazione e man mano che ci allontaniamo dall’arrivo della seggiovia la gente si dirada. Il percorso totale deve essere di 4 km con circa 20 torrette di guardia. Noi partiamo dalla numero 6  (dove arriva la seggiovia) e ci dirigiamo verso la 20. Le continue salite e discese sono veramente stancanti e ripide. Bisogna partire muniti di acqua. Sulla muraglia si trovano comunque venditori di acqua fresca a prezzi ovviamente più elevati. Il paesaggio è spettacolare. Osserviamo lo snodarsi di questo serpente di roccia in mezzo al verde dei boschi. Osserviamo soprattutto la nostra meta che ci sembra così lontana (la torretta 20)!!.Scattiamo molte foto. L’ultimo tratto è una salita ripidissima di scalini, è quasi un’arrampicata in verticale. Io mi fermo ogni tanto per riprendere fiato;  arrivate in cima mi sembra di aver perso un polmone.. Dalla torretta 20 torniamo con calma alla 13 dove riprendiamo un ovovia per scendere.

Non ci accorgiamo che si potrebbe scendere con lo scivolo (1,2 km di scivolo con tanto di persone che ne controllano il traffico). Appena fuori dall’ingresso della grande muraglia ci sono le bancarelle e qui trovo la vestaglia comprata a 50 Y a 10 Y o anche 1 dollaro.

Aspettiamo il resto del gruppo e ci dirigiamo ad un ristorante li vicino. Già convinti di mangiare male ci ricrediamo!!! Siamo al tavolo con 4 ragazzi inglesi ed una ragazza americana ma di origine cinese (parla cinese). Iniziano a portare tante portate sul piatto rotante al centro della tavola. Il tutto è molto conviviale e mangiamo bene da verdure in agrodolce a carne il tutto accompagnato dal riso.

Dopo pranzo siamo pronti per il rientro.

In hotel ci prepariamo per andare a cena da Fu Jia Lou in 23 Dong Si Shi Tiao. E’ un ristorante segnalato dalla guida come uno tra i locali migliori rimasti dal momento in cui era di moda creare ristoranti nello stile della vecchia Pechino in un’atmosfera pre-seconda guerra mondiale. Prendiamo il taxi che però non ci porta al numero 23 che raggiungiamo a piedi. Il ristorante non ci delude. Qui non parlano inglese. Ci danno un elenco scritto in inglese ed un menù in cinese con le foto. Utilizziamo sempre le foto per scegliere. I piatti sono abbondanti e ci sembra veramente un posto frequentato dagli abitanti di pechino. In 3 spendiamo 77 Y.

E poi a nanna

10/08/2010 martedì

Andiamo a piedi al parco di Jinshan (ingresso 10Y) per osservare dall’alto la città proibita. Il parco è veramente bello e ovunque ci sono gruppi di persone che si dedicano a ginnastica o tai chi o ballo. Dall’alto si gode di una vista spettacolare. Da un lato vediamo la città proibita dall’altro mi sembra il palazzo dei bambin (non ricordo quale).

Usciamo dal parco e ci troviamo all’ingresso Nord  che consigliamo vivamente perché non c’è coda. Volendo si possono prendere audio guide o guide che dietro pagamento ti accompagnano in giro e ti spiegano.

Noi seguiamo le indicazioni scritte sulla nostra guida. L’aspetto più affascinante è sicuramente la storia di questa città che è visitabile solo dall’esterno. Gli interni possono essere sbirciati dalle porte ma non si riesce a vedere quasi nulla sempre per la folla di gente presente anche qui. Per girare la città proibita ci vogliono circa 3 ore senza soffermarsi troppo nelle esposizioni che sono presenti all’interno di certe costruzioni. Il biglietto normale (60 Y) non permette l’accesso a 2 aree quella degli orologi e un’altra  chenon ricordo. Usciamo dall’ingresso principale che si trova su piazza Tienammen. Diamo solo uno sguardo e notiamo in particolare il grado di controllo presente su tutta la piazza. Ci sono telecamere in ogni direzione e controlli con metal detector.

Qui ci separiamo da Attila che vuole andare a vedere il mausoleo di Mao. Io e Antonia prendiamo la metro e ci dirigiamo al  Parco del Tempio del cielo. L’ingresso (Y35)permette l’accesso a tre zone: Tempio della preghiera del buon raccolto (quello che erroneamente viene identificato come tempio del cielo in realtà è il complesso che è così chiamato) Ponte dei passi rossi e L’Altare Circolare. Il tempio della preghiera del buon raccolto può essere visto solo dall’esterno e vale la pena vederlo!! Il parco è ben curato e ci si può riposare anche su una panchina e rilassarsi. A fine giornata ci ritroviamo con Attila ed andiamo ancora in zona Wangfujing Street per andare nel piano dei ristoranti dell’Oriental Plaza (un grande centro commerciale).  Il piano dei ristoranti è sotto e c’è un’ampia scelta. Decidiamo di andare al Aijan Noodles dopo aver osservato i menù e le fotografie dei vari ristoranti. Spendiamo anche questa volta Y110 in tre prendendo un piatto a testa sempre molto abbondante.

11/08/2010 mercoledì

Al mattino mi dedico in solitaria agli ultimi acquisti al noto Silk Market (fermata della metro Yong Anli) che apre alle 09:30. Allo scoccare dell’ora di apertura si trovano già interi pullman di turisti che sono arrivati per lo shopping. A differenza di Shanghai qui sembrano ancor più organizzati. Anche in questo centro commerciale ci sono 5 piani. C’è anche  un piano dedicato alle perle ed alla gioielleria (es: Tiffany fake). Ormai ho già fatto una buona esperienza di shopping a Shanghai quindi mi concedo solo un giro veloce per trovare una sacca/trolley e gli stivali. Si trovano Ugg  con il prezzo da trattare ed acquistare a 150 Y non di più. Attenzione ai numeri bisogna aumentare di 1 o 2 numeri.

Antonia e Attila nel frattempo sono andati fuori pechino al Palazzo d’estate.

Alle 13 accordo per ritrovarci ed andare in un’altra zona di Hutong segnalata dalla guida: Dazhalan e Liulichang che però dalla mappa non sono facili da raggiungere perché tutto cambia in continuazione e le vie non corrispondono alla guida del 2008. Qui si trovano negozi in antichi palazzi troviamo Zhangyiyuan Chazhuang antico negozio di thé, l’emporio di medicina tradizionale cinese Tongrentang.

L’ultima cena a Pechino doveva essere in un ristorante per mangiare l’anatra alla pechinese. Purtroppo c’è traffico e noi siamo affamati così ci limitiamo a fermarci nel primo ristorante che ci appaga l’occhio. Domani si parte.

12/08/2010 giovedì

Saluto Antonia che ha il volo prima di me e faccio un’ultima passeggiata in Wangfujing Street.

Mi ritrovo in Hotel con Attila e conosciamo un’altra ragazza danese che deve andare in aeroporto così ci spostiamo insieme in taxi.

Ci separiamo e con tristezza lascio la Cina. Un’esperienza indimenticabile

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